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Nuovo decreto sui PFU: ecco le principali novità

Il nuovo decreto del Ministero dell’ambiente relativo alla gestione dei pneumatici fuori uso vede finalmente la luce, dopo anni di attesa da parte della filiera dei pneumatici. Infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’8 aprile 2020 il DECRETO 19 novembre 2019, n. 182 (“Regolamento recante la disciplina dei tempi e delle modalità attuative dell’obbligo di gestione degli pneumatici fuori uso, ai sensi dell’articolo 228, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.”), che integra ed aggiorna le disposizioni introdotte  nel 2011 con il decreto 11 aprile 2011, n. 82 («Regolamento per la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU), ai sensi dell’articolo 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni e integrazioni, recante disposizioni in materia ambientale»). Il nuovo decreto entrerà in vigore il 23 aprile 2020.

Ecco le principali novità introdotte:

È stato confermato l’innalzamento degli obblighi di raccolta, che già lo scorso anno erano passati dal 90 al 95% dell’immesso sul mercato italiano. Viene poi introdotto il “Registro nazionale di produttori e importatori di pneumatici”, che sarà istituito entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Riduzione del contributo ambientale per i consumatori: gli eventuali avanzi economici di fine anno dovranno essere utilizzati per ridurre l’importo del contributo ambientale legato all’acquisto di pneumatici nuovi e non solo per interventi “straordinari” di gestione dei PFU come era in precedenza.

Maggiori controlli sugli acquisti online dei pneumatici: con l’istituzione del“Rappresentante autorizzato” si vincolano produttori e importatori di pneumatici con sede legale all’estero (come ad esempio le piattaforme web per l’acquisto di pneumatici, da cui spesso hanno origine flussi irregolari) ad avere una figura giuridica responsabile degli obblighi di gestione dei PFU a cui sono tenuti.

Raccolta su tutto il territorio: i soggetti autorizzati alla gestione dei Pneumatici Fuori Uso (siano essi in forma “associata”, come le società consortili di gestione, oppure in forma “individuale” qualora ne gestiscano oltre 200 tonnellate annue) dovranno garantire la raccolta dei PFU su tutto il territorio nazionale, rendicontando al Ministero i quantitativi raccolti semestralmente secondo delle macro-aree geografiche individuate dal Decreto stesso. Previsto anche l’obbligo di gestione di PFU corrispondenti alle tipologie di pneumatici immessi nel mercato l’anno precedente (di grandi dimensioni, medie o piccole come quelli per auto e moto). Il Decreto obbliga anche a rispondere alle richieste di raccolta dei PFU da parte dei gommisti in base all’ordine di arrivo delle stesse, senza accordare preferenze o priorità a punti di generazione dei PFU in particolare. L’obiettivo è uniformare gli obblighi di raccolta tra tutti i soggetti, impedendo che vengano servite solamente le aree di più facile servizio e minor costo, oppure che vengano preferite tipologie di più facile ed economica gestione come i PFU da autovettura e moto.

Si nota inoltre una differenza importante, negli allegati, relativa alla tabella utilizzata per la stima del peso dei pneumatici immessi sul mercato, che nel nuovo decreto presenta una segmentazione più articolata, che dovrebbe permettere un calcolo più preciso degli obiettivi di recupero dei PFU in termini di tonnellate. Un’ulteriore tabella allegata al decreto ripartisce gli obblighi di raccolta semestrali fra le macro-aree italiane, assegnando a ciascuna una propria percentuale di tonnellate da recuperare da parte.

Maggiore trasparenza sui soggetti di gestione individuali dei PFU: i sistemi di gestione dei PFU cosiddetti “individuali” in Italia sono circa 50 e coprono circa il 10% del totale nazionale. Quest’ultimi, al pari dei soggetti di gestione in forma “associata”, saranno tenuti agli obblighi di comunicazione e informazione al Ministero, a dimostrare di avere un sistema strutturato per la gestione del recupero dei PFU, nonché agli obblighi di raccolta dei PFU su tutto il territorio nazionale.

Per il Direttore Generale Ecopneus Giovanni Corbetta “il nuovo assetto voluto dal Legislatore interviene su alcuni aspetti operativi legati alla gestione dei PFU che finora sono andati spesso a penalizzare i soggetti in forma associata come Ecopneus che, per via dei considerevoli quantitativi di PFU gestiti annualmente, ha negli anni dovuto sopperire ad alcune anomalie del sistema. Sentiamo in maniera forte il mandato del Legislatore e per questo abbiamo dato sempre il nostro pieno supporto al Ministero per il superamento di ogni eventuale criticità, attraverso un dialogo e un confronto costante, anche grazie ai quali è stato possibile arrivare all’emanazione del nuovo regolamento sui PFU”.

Fonte: pneurama.com

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